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Mano che raccoglie un grappolo d'uva nera tra le foglie della vite

La peronospora è la malattia della vite che fa più danni nelle primavere piovose. Riconoscerla presto e trattare al momento giusto fa la differenza tra un'annata tranquilla e un raccolto compromesso.

Che cos'è

È causata da Plasmopara viticola, un microrganismo simile a un fungo che passa l'inverno nelle foglie cadute a terra.

  • Infezioni primarie: in primavera, con la pioggia, gli schizzi d'acqua portano le spore dal terreno alla vegetazione.
  • Infezioni secondarie: dalle prime macchie nascono nuove spore, che con l'umidità colpiscono foglie e grappoli per tutta la stagione.

I sintomi da riconoscere

  • Foglie: sulla pagina superiore compaiono macchie giallastre e traslucide, le classiche «macchie d'olio». Dopo una notte umida, sulla pagina inferiore in corrispondenza della macchia si forma una muffa bianca. Poi il tessuto secca e imbrunisce.
  • Grappoli giovani: si incurvano a forma di «S», imbruniscono e si coprono di muffa bianca.
  • Acini già formati: più avanti nella stagione diventano bruni, molli e grinzosi, ma senza muffa visibile. È la cosiddetta «peronospora larvata».
  • Germogli e tralci: possono presentare imbrunimenti e deformazioni.

La regola dei tre dieci

Per le infezioni primarie si usa una regola pratica, indicativa:

  1. temperatura minima di almeno 10 °C;
  2. almeno 10 mm di pioggia in 24–48 ore;
  3. germogli lunghi almeno 10 cm.

Quando le tre condizioni si verificano insieme, il rischio di infezione è concreto. I sintomi compaiono dopo un periodo di incubazione che si accorcia con il caldo: da circa una settimana fino a due o più con il fresco.

Per decidere i tempi segui anche i bollettini di difesa integrata della Regione Campania, che tengono conto del meteo e delle fasi della vite nel territorio.

Come impostare la difesa

  • Prevenire è meglio che curare. I trattamenti vanno fatti prima delle piogge che possono causare infezione, soprattutto dalla pre-fioritura all'allegagione, il momento in cui il grappolo è più sensibile.
  • Prodotti di copertura, come il rame e gli altri prodotti di contatto. Restano sulla superficie della pianta, quindi vanno rinnovati dopo piogge abbondanti e quando crescono foglie nuove.
  • Prodotti citotropici e sistemici. Penetrano nei tessuti, i sistemici proteggono anche la vegetazione che cresce dopo il trattamento, e hanno un'azione curativa limitata a pochi giorni dall'infezione.
  • Alternare i meccanismi d'azione. Il codice FRAC indicato in etichetta li identifica. Rispettando anche il numero massimo di trattamenti si evita che la peronospora diventi resistente.
  • In biologico la difesa si basa soprattutto sul rame. La normativa europea ne limita l'uso a 28 kg per ettaro in 7 anni, cioè in media 4 kg all'anno: conviene dosarlo con attenzione fin dall'inizio della stagione.

Le buone pratiche in vigna

  • Sfogliature e potatura verde fanno arieggiare la chioma: le foglie e i grappoli asciugano prima.
  • Gestisci l'erba nel sottofila e cura il drenaggio, per evitare ristagni d'acqua.
  • Usa un'irroratrice tarata e controlla che la miscela bagni bene anche i grappoli all'interno della chioma.
  • Osserva la vigna dopo ogni pioggia: trovare le prime macchie d'olio permette di correggere subito la strategia.

Al banco

Hai trovato macchie sospette? Porta una foglia, meglio se chiusa in un sacchetto, oppure una foto della pagina superiore e di quella inferiore. Ti aiutiamo a capire se è peronospora o un'altra malattia e a scegliere il prodotto adatto alla fase della tua vigna.

Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell'uso leggere sempre l'etichetta e le informazioni sul prodotto.

Le informazioni di questo articolo sono generali. Per scegliere un prodotto per la tua coltura chiedi al banco e segui sempre l'etichetta: dosi, colture autorizzate e tempi di carenza sono quelli riportati sulla confezione.